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La prevenzione inizia da giovani: quali sono i vizi comuni tra i giovani d’oggi

Ormai è una certezza che uno stile di vita sano sin da piccoli garantisce anni in salute da adulti e permette di diventare anziani con meno problemi e più attivi. Tuttavia, ragazzi e giovanissimi durante il percorso di crescita non sembrano curarsene, anzi nella sfida per affrancarsi dagli adulti rientrano: fumo di vario tipo, alcol, alimentazione disordinata, sesso non protetto. Ne abbiamo parlato con il Dottor Carlo Alfredo Clerici Medico specialista in psicologia clinica, psicoterapeuta, Istituto dei tumori di Milano e ricercatore docente presso l’Università degli Studi di Milano.

 

 

Diventare grandi è un mestiere difficile e il periodo dell’adolescenza è molto complesso. Ci sono una serie di passaggi che ogni ragazzo deve affrontare: differenziarsi dagli altri per realizzarsi come individuo o al contrario omologarsi per non rimanere fuori dal gruppo e poi cercare di affrancarsi dai genitori. Oggi, i genitori non possono più punire la trasgressione con il “castigo”: un comportamento sbagliato o non sano deve essere negoziato con il dialogo. I ragazzi pensano di essere invincibili e questo può esporli a comportamenti che possono essere rischiosi come, ad esempio, avere una vita sessuale vivace e rapporti non protetti. Al giorno d’oggi, i giovani hanno perso l’esperienza degli anni Ottanta e Novanta dell’HIV quando era diventato improvvisamente chiaro per tutti quanto fosse importante proteggersi. Negli ultimi anni, se ne parla meno e soprattutto fa molta meno paura perché i trattamenti per questa malattia sono efficaci. E poi anche la pornografia con internet è diventata accessibile e contribuisce a un’immagine falsata rispetto alla sessualità, con il risultato che si è anche abbassata l’età in cui ci si accosta per la prima volta al sesso.

 

In questo mondo che si trasforma, alcol e fumo hanno cambiato connotazione: il primo era abbinato al cibo, faceva parte in un certo senso dell’alimentazione, fino a non molti anni fa era ancora presente nelle mense aziendali; il secondo era un atteggiamento da adulti, da persone importanti e donne emancipate. Ma poi sono stati proibiti e si sono trasformati in strumenti di trasgressione. E dunque anche in strumenti utili a tentare di gestire stati di tensione o aspetti di sé che non sono stati elaborati, e spesso l’alcol diventa anche un mezzo per creare delle occasioni che altrimenti sarebbero difficilmente realizzabili.

 

La ricerca dell’identità tocca anche l’aspetto di chi si è sessualmente e del rapporto che si ha con il proprio corpo, elemento centrale anche per l’alimentazione. Il cibo serve a nutrirsi, ma è diventato anche gratificazione e mezzo per migliorare l’umore e lo stato d’animo e dunque può diventare un problema. Mangiare in modo irregolare, alimenti poco sani, abbuffarsi e poi correre in bagno a rimettere per non ingrassare o perché ci si sente in colpa. Tutto questo viene fatto di nascosto per rifiutare le regole, e quando il genitore lo scopre è spaesato e spesso punisce. Ma il vero strumento è il dialogo e la negoziazione tra le persone, l’adulto deve far comprendere, aiutare e capire. Il genitore deve essere in grado di raccogliere il problema e sostenere il ragazzo, senza caricarlo di preoccupazioni.

Il genitore non è più l’unico interlocutore dei ragazzi e non può imporsi, ma deve spiegare, insegnare e far capire quali siano e perché i comportamenti non corretti.

La prevenzione inizia da giovani: quali sono i vizi comuni tra i giovani d’oggi

Medico specialista in psicologia clinica e psicoterapeuta Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

carloaclerici@gmail.com