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PROGETTO ONCOHOME: Il paziente resta a casa, si sposta l’ospedale

Ha appena preso il via ONCOHOME, il Progetto che garantisce al paziente oncologico l’assistenza e le terapie a domicilio. In questo modo, si risparmiano al malato le fatiche legate agli spostamenti e le tensioni durante le visite di controllo, aggravate dall’impossibilità di condivisione con una persona cara a causa delle restrizioni dovute alla pandemia. Sono vantaggi importanti, con un impatto psicologico positivo che cambia la qualità di vita sia del paziente che della famiglia. Per saperne di più, ne parliamo con Valentina Guadalupi, Oncologa della Struttura Semplice di Oncologia Medica Genito-urinaria dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

 

Chi può aderire

ONCOHOME è un progetto pilota e al momento è rivolto ai pazienti con tumore solido avanzato o metastatico che seguono una terapia orale. Attenzione però a non fare confusione, non si tratta di assistenza domiciliare di malati terminali: i pazienti non ricevono cure palliative, ma vere e proprie terapie oncologiche. I farmaci vengono preparati dalla Farmacia ospedaliera e inviati a domicilio nel caso dei pazienti seguiti in teleassistenza, circa 7 su dieci, oppure consegnati direttamente se sono state attivate le visite a domicilio. Il team è composto da un infermiere e da un medico oncologo che si recano a casa del paziente una volta alla settimana, separatamente. Sono visite articolate, che prevedono l’esame obiettivo, la rilevazione dei parametri vitali, le eventuali medicazioni e se necessario, anche l’educazione del paziente e del familiare alla gestione degli effetti collaterali legati all’assunzione del farmaco. È stato inoltre attivato un numero dedicato, in caso di urgenze o di dubbi.

 

Perché un progetto pilota?

L’obiettivo di ONCOHOME è di ridurre del 50% gli accessi in ospedale e di proteggere di conseguenza i pazienti oncologici dal rischio di infezione, fornendo loro lo stesso livello di cure che riceverebbero in ambito ospedaliero. I dati che verranno raccolti permetteranno di valutare la possibilità di creare un network di assistenza a livello nazionale. La gestione territoriale dei pazienti oncologici è una delle problematiche che più si renderanno importanti nel futuro, in considerazione del sempre maggior numero di pazienti che cronicizzano la malattia e che possono impiegare trattamenti oncologici orali o sottocute che non richiedono la necessità di una somministrazione ospedaliera.

 

I costi del servizio

ONCOHOME coinvolge in totale circa 300 pazienti oncologici di tre Strutture diverse. INT è capofila del Progetto che viene sviluppato sul territorio insieme all’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e l’ASST di Cremona e con patrocinio di AIOM, Associazione Italiana Oncologi Medici. Per i pazienti non ci sono costi, ONCOHOME è stato reso possibile grazie a una campagna di raccolta fondi cui hanno contribuito numerose aziende e associazioni: Ipsen, Janssen Oncology, Roche, Pfizer, Amgen, Novartis Farma, Bayer e MEDeA. I contributi raccolti sostengono le attività di assistenza e cura del progetto.

PROGETTO ONCOHOME: Il paziente resta a casa, si sposta l’ospedale

Oncologa S.S. Oncologia Medica Genito-urinaria Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

Valentina.Guadalupi@istitutotumori.mi.it