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A SHERRIE BHOORI, EPATOLOGA INT, UN RICONOSCIMENTO INTERNAZIONALE

Quest’anno l’8 marzo ha avuto un gusto speciale. A dichiararlo è stata Sherrie Bhoori, specialista in Gastroenterologia ed Epatologia della S.C. Chirurgia Generale e Trapianto Fegato dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Infatti proprio in occasione della Festa della Donna ha ricevuto dal Comitato EDI, Equality, Diversity and Inclusion dell’ILTS, International Liver Transplantation Society, un riconoscimento per il suo impegno nell’ambito dei trapianti di fegato. Un riconoscimento consegnato virtualmente a causa della pandemia, ma non per questo meno importante e che viene dedicato alla sua famiglia. La dott.ssa Bhoori, è scritto nella motivazione, è una stella nascente dell’epatologia dei trapianti in Italia e nel mondo.

 

Epatologia, sempre più al femminile

Il team della S.C. Chirurgia Generale e Trapianto Fegato dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano è diretto dal professor Vincenzo Mazzaferro.  A lui il merito, racconta Sherrie Bhoori, di avermi trasmesso la sua conoscenza e soprattutto il suo amore per il trapianto che rimane per me uno degli atti medici più belli che ci siano. Il trapianto raccoglie intrinsecamente una multidisciplinarietà che comporta necessariamente un lavoro in team. La chirurgia è il perno, e ancora oggi questo è un ambito fortemente maschile e non solo in Italia. Gradualmente iniziano però ad emergere donne chirurghe che spiccano, come nel reparto diretto dal professor Mazzaferro, nel panorama in maniera rilevante. Lo stesso vale per le epatologhe che rivestono un ruolo fondamentale nel team.  Per questo è speciale il riconoscimento: dà finalmente volto e voce alle donne che si occupano di trapianti.

 

L’importanza del ruolo dell’epatologa

Il trapianto inizia con la chirurgia: è l’elemento chiave, ma da solo non basta. Come spiega Sherrie Bhoori, da quando il paziente si risveglia dall’anestesia in poi, inizia un’attività che dura anni. Questo significa gestire tutte le problematiche mediche che si possono manifestare man mano, come quelle epatologiche, le metaboliche come ipertensione, obesità, le conseguenti cardiopatie, ma anche l’eventuale programma di fertilità nel caso dei più giovani e persino le pratiche burocratiche che permettono al paziente il ritorno alla vita quotidiana e il reinserimento nel sociale. A tutto ciò si aggiunge l’attività di ricerca. Sherrie Bhoori ha al suo attivo ad oggi più di 50 lavori scientifici focalizzati sul cancro del fegato.

 

L’emergenza pandemia

Ora, sottolinea Sherrie Bhoori, è importante che anche i pazienti trapiantati rientrino al più presto tra le categorie da sottoporre tempestivamente alla vaccinazione anti-COVID. La loro condizione infatti li rende particolarmente fragili, con un incremento del rischio di contagio e, in caso di infezione, di malattia grave con tutto ciò che ne consegue.

 

A SHERRIE BHOORI, EPATOLOGA INT, UN RICONOSCIMENTO INTERNAZIONALE

Sherrie.Bhoori@istitutotumori.mi.it