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Giornata mondiale dell’acqua, quanto è importante l’idratazione per la salute

 

Il 22 marzo si celebra la Giornata mondiale dell’acqua che è stata istituita nel 1992 dall’Onu per sensibilizzare la popolazione di tutto il mondo sui rischi che corre la risorsa naturale più preziosa della Terra.

L’acqua è la componente principale di tutti gli esseri viventi e nessuno ne può fare a meno. Per capire perché è importante bere per la nostra salute, quanto e cosa, ne abbiamo parlato con la Dottoressa Anna Villarini, Dipartimento di Ricerca, Unità Complessa di Epidemiologia Eziologica e Prevenzione Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

L’acqua è il principale costituente del corpo umano e rappresenta circa il 60% del peso corporeo nei maschi adulti, un po’ meno nelle donne, dal 50 al 55%, e fino al 75% in un neonato. Per la nostra salute è fondamentale bere ogni giorno il corretto quantitativo di acqua. L’acqua, infatti, è coinvolta in numerose funzioni: come la regolazione del volume cellulare e della temperatura corporea, svolge un ruolo importante di diluizione delle sostanze ingerite, rende possibile il trasporto delle sostanze nutritive e favorisce l’eliminazione delle scorie metaboliche attraverso l’urina, le feci e anche la respirazione. L’acqua persa deve essere reintrodotta nella medesima quantità in modo da mantenere il giusto equilibrio.

 

 

Quando e quanto bere

Sono diversi i segnali che manda il nostro corpo quando l’idratazione non è più adeguata: sensazione di sete, secchezza delle fauci e della lingua, affaticamento e poi magari un leggero stato confusionale e minor quantità di urina e di colore più scuro.

Bere ogni giorno la giusta quantità è fondamentale, meglio se durante tutto l’arco della giornata in modo da garantire la corretta idratazione. Un’attenzione particolare deve essere prestata agli anziani, in cui la sensazione di sete diminuisce e ai bambini che hanno una minor percezione del bisogno di bere.

La quantità di acqua giornaliera necessaria varia a seconda dell’età, se si è uomini o donne, della stagione e del tipo di attività che si svolge. I quantitativi indicati dal Ministero della salute1 considerano l’acqua assunta complessivamente, in condizioni di moderate temperature e livelli medi di attività fisica:

  • neonati sino a sei mesi di vita: 100 mL/kg al giorno,
  • bambini: tra 6 mesi e un anno di età: 800-1000 mL/giorno,
  • tra 1 e 3 anni di vita: 1100-1300 mL/giorno,
  • tra i 4 e gli 8 anni di età: 1600 mL/giorno;
  • età compresa tra 9-13 anni: 2100 mL/giorno per i bambini e 1900 mL/giorno per le bambine;
  • adolescenti, adulti e anziani: femmine 2 L/giorno e maschi 2,5 L/giorno.

 

L’acqua viene introdotta anche con gli alimenti come la frutta, in maggior quantità con quella estiva, anche se gli agrumi tipici dell’inverno ne contengono un buon quantitativo; verdura, tè, caffè e tisane, succhi di frutta non zuccherati.

 

 

Cosa contiene l’acqua

L’acqua, non solo disseta, ma è un vero e proprio nutriente. Infatti, contiene sali e minerali molto importanti come: magnesio, calcio e sodio. Il magnesio è indispensabile per l’organismo in quanto entra a far parte dei sistemi metabolici e interagisce con molti ormoni. Inoltre, favorisce la contrazione muscolare e questo porta a migliorare quella cardiaca e quindi il buon funzionamento del cuore. Il calcio è determinante per la formazione del tessuto osseo e il mantenimento delle funzioni di membrane e delle sostanze intracellulari. Il sodio regola, invece, il passaggio dei fluidi e dei nutrienti all’interno e all’esterno delle cellule e partecipa alla trasmissione dell’impulso nervoso. In caso di pressione alta è consigliabile evitare l’acqua con un alto contenuto di sodio.

 

 

Calcoli renali

Un’idea da sfatare è che l’acqua ricca di calcio non sia indicata per chi soffre di calcoli renali. Nella maggior parte dei casi i “sassolini” sono composti da ossalato di calcio. Gli ossalati sono contenuti in alimenti quali: spinaci, bietole e barbabietole, o anche kiwi, cacao, rabarbaro e frutti di bosco, cereali integrali, tè nero. Consumare questi cibi durante un pasto in cui si beve acqua calcidica innesca una reazione chimica in cui l’ossalato di calcio si forma nell’intestino e viene espulso con le feci senza creare problemi di calcolosi.

Al contrario bere acque povere di calcio fa sì che gli ossalati entrano in circolo e si legano al calcio ematico formano i cristalli di ossalato che si possono depositare nel rene dando origine ai calcoli. Inoltre, bere acqua ricca in minerali come il calcio è utile anche per le donne in menopausa dove la carenza può aggravare la fragilità ossea dovuta all’osteoporosi.

 

 

Come leggere l’etichetta

L’etichetta riporta tutti gli elementi e le caratteristiche, quelli che dobbiamo tenere in considerazione per la scelta dell’acqua sono principalmente due: il residuo fisso e la durezza.

Il residuo fisso a 180° C indica il contenuto di sali minerali espresso in mg/L e permette di classificare le acque minerali in quattro categorie:

  • demineralizzate – residuo fisso < 50 mg/L
  • oligominerali – residuo fisso > 50 < 500 mg/L
  • minerali – residuo fisso > 500 < 1500 mg/L
  • ricche di sali minerali > 1500 mg/l

 

La durezza indica il contenuto in calcio e magnesio, ed è misurata gradi Francesi (°F). Le acque sono considerate potabili con durezza compresa tra 15 e 50, dove un 1° F corrisponde a 10 mg/L di carbonato di calcio.  In base al contenuto di carbonato di calcio l’acqua viene classificata come:

  • da 4°F a 8°F: dolci
  • da 8°F a 12°F: mediamente dure
  • da 12°F a 18°F: discretamente dure
  • da 18°F a 30°F: dure
  • oltre 30°F: molto dure

Un’acqua perché sia un valido nutriente deve avere un residuo fisso intorno a 500 mg/L e una buona durezza compresa tra 15 e 30° F. Una delle regole è di variare i tipi di acqua, non bere sempre la stessa, esattamente come facciamo con i diversi tipi di cibo, e bere, qualche volta, anche quella del rubinetto che è buona, è sottoposta a controlli molto severi, e ha un minore impatto sull’ambiente.

 

 

 

1-  http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=4460&area=acque_potabili&menu=dieta

Giornata mondiale dell’acqua, quanto è importante l’idratazione per la salute

Dipartimento di Ricerca, Unità Complessa di Epidemiologia Eziologica e Prevenzione Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

anna.villarini@istitutotumori.mi.it