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Cibi antinfiammatori: quali sono e quali evitare

L’alimentazione svolge un ruolo molto importante per la salute. Il rapporto tra cibo e infiammazione dell’organismo è oramai noto, ed è una condizione che può modificare il rischio di sviluppare diverse malattie come quelle cardiovascolari e alcuni tipi di tumore. Ma per sapere quali sono gli alimenti buoni e quelli da limitare ne abbiamo parlato con la Dottoressa Patrizia Pasanisi S.C. Epidemiologia e Prevenzione Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

 

L’infiammazione è un meccanismo di difesa che l’organismo mette in atto contro stimoli irritativi, ferite o infezioni. Serve a contrastare la causa che l’ha scatenata e a ristabilire la normale funzionalità dell’organismo grazie all’intervento di cellule difensive, di mediatori (citochine, enzimi, proteina C-reattiva) e di fattori di crescita. La risposta infiammatoria deve essere rapida e comporta l’attivazione di alcuni geni e complesse reazioni a cascata che ne amplificano la risposta. É importante che lo stato infiammatorio sia limitato nel tempo, in quanto se prolungato è tutt’altro che protettivo. Uno stato cronico di infiammazione di basso grado è infatti associato all’obesità e alla sindrome metabolica, condizioni che favoriscono la comparsa di diabete, malattie cardiovascolari e anche cancro. Infatti, in quasi tutti i tumori sono presenti cellule e mediatori dell’infiammazione. Con un circolo vizioso, lo stesso stimolo irritativo causato dalla crescita di un tumore causa infiammazione. Il fine è positivo, cioè riparare i tessuti danneggiati, ma può essere controproducente perché le sostanze prodotte dalle cellule dell’infiammazione (citochine infamatorie e fattori di crescita) stimolano la proliferazione cellulare e stimolando la crescita del tumore stesso.

 

Alimentazione: quali cibi privilegiare

La dieta non è solo una fonte di cibi potenzialmente pro o anti-infiammatori. È anche un importante modulatore del sistema immunitario. Un modello alimentare ricco in cibi di provenienza animale e ricchi di grassi, come carni rosse conservate e formaggi e di cibi raffinati e ad alto indice glicemico, promuove l’infiammazione e contrasta una flora batterica intestinale protettiva per il sistema immunitario.  Le carni ma anche i latticini sono ricchi di acido arachidonico da cui l’organismo sintetizza le prostaglandine infiammatorie. Zucchero, bevande zuccherate e prodotti molto raffinati alzano rapidamente la glicemia e ostacolano il buon funzionamento dell’insulina e le proteine legate agli zuccheri favoriscono l’infiammazione. Al contrario un’alimentazione che si base prevalentemente su: cereali, meglio se integrali e legumi che essendo ricchi in fibra favoriscono lo sviluppo di una flora batterica “protettiva” per l’intestino e per il sistema immunitario; verdure; frutta e frutta secca a guscio (oleosa) che è ricca di grassi polinsaturi e povera di zuccheri; pesce azzurro ricco di omega 3; olio extravergine di oliva, è un’alimentazione sostanzialmente con proprietà anti-infiammatorie. Diversi studi hanno proprio suggerito come la dieta mediterranea nel suo complesso sia associata a livelli più bassi della proteina C-reattiva che è proprio un indicatore di infiammazione cronica.

 

Per la scelta di frutta e verdura l’importante è variare seguendo la stagione. Le verdure a foglia verde, come insalate, erbette, spinaci, broccoli sono ricche di folati che contribuiscono al funzionamento del sistema immunitario. Gli ortaggi giallo-arancioni, come carote e zucca, prendono il colore dai carotenoidi, con azione antiossidante. In generale frutta, verdura e cibi integrali sono ricchi di antiossidanti che svolgono un’azione protettiva verso molte malattie croniche.

Cibi antinfiammatori: quali sono e quali evitare

S.C. Epidemiologia e Prevenzione Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

Patrizia.pasanisi@istitutotumori.mi.it