Manhattan Escorts NYC Escorts
Home / Prevenzione e stili di vita  / Malattia oncologica e bevande alcoliche: un legame da spezzare

Malattia oncologica e bevande alcoliche: un legame da spezzare

Ridurre la mortalità per cancro è un progetto ambizioso che coinvolge tutti i Paesi occidentali e che in parte è già realtà. Infatti, solo in Italia, oggi ci sono tre milioni di malati oncologici cronici. Il merito è indubbiamente delle terapie innovative, delle tecnologie raffinate che permettono di calibrare i trattamenti in base alla tipologia del cancro, della possibilità di essere curato in Centri all’avanguardia. Ma, va sottolineato, l’impegno deve essere anche da parte del paziente, che deve mantenere uno stile di vita sano. Purtroppo, questo non sempre avviene, come hanno dimostrato anche i dati 2018 di Sorveglianza PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia): tra le persone con tumore, uno su dieci ha un consumo di alcol rischioso per la salute. Ne parliamo con Eleonora Bruno, Ricercatore sanitario specializzato in nutrizione dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

 

Le prove scientifiche

Un’ indagine americana (National Health Interview Survey) pubblicata nel gennaio del 2020, ha esaminato la prevalenza e i modelli di consumo di alcol su 34.080 persone con precedente diagnosi di tumore. È stata valutata inoltre l’associazione tra il tipo di cancro specifico e le probabilità di bere. I risultati hanno mostrato che tra i partecipanti, il 56,5% della popolazione era un consumatore di bevande alcoliche. Di questi, circa il 34,9% superava il limite di consumo moderato (meno di un bicchiere di alcolici nelle donne e di due negli uomini) e il 21% era classificato come binge drinking a causa di un consumo di almeno cinque drink in una giornata nell’ultimo anno.

 

Che cosa ci dice l’articolo

È emerso che la maggior parte dei pazienti oncologici si auto-denunciava come bevitore di alcol, e che un sottogruppo di questi era coinvolto in comportamenti di consumo eccessivo. In particolare, la giovane età, il fumo e la diagnosi recente (meno di 5 anni) erano significativamente associati ad una maggiore probabilità di consumare alcol in modo incontrollato. Inoltre, nei pazienti con diagnosi di melanoma, tumori del collo dell’utero, della testa e del collo e dei testicoli la probabilità di avere un consumo eccessivo di alcol era maggiore rispetto ad altre diagnosi di cancro.

 

Non bere, perché….

Data l’elevata prevalenza del consumo di alcol tra i pazienti oncologici è dunque necessario trovare strategie di salute pubblica per supportarli nel raggiungere l’obiettivo di smettere di bere bevande alcoliche. Un obiettivo che si può ottenere: l’alcol è un fattore di rischio potenzialmente modificabile. I vantaggi per la salute sono innegabili. In primo luogo, tra chi beve alcolici è elevato il rischio di interazioni tra l’etanolo e i farmaci nel corso delle terapie oncologiche, con un ulteriore sovraccarico per il fegato. Inoltre, l’assunzione di alcol potrebbe influenzare la prognosi: le bevande alcoliche rappresentano un fattore di rischio consolidato per diversi tumori maligni e sono associate a esiti oncologici avversi tra gli individui con diagnosi di cancro, con un aumentato rischio di recidiva e di morte.

 

 

Malattia oncologica e bevande alcoliche: un legame da spezzare

Ricercatore sanitario specializzato in nutrizione Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

Eleonora.bruno@istitutotumori.mi.it