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Ambrogino d’oro premiato il Professor Vincenzo Mazzaferro

Il 7 dicembre, in occasione di Sant’Ambrogio patrono di Milano, la città esprime la sua gratitudine a chi dedica la propria vita al bene comune. È un premio che va alle donne e agli uomini, alle associazioni e alle organizzazioni che hanno saputo dare un contributo speciale alla città. Ogni anno vengono assegnati fino a un massimo di 15 medaglie d’oro e 20 attestati di benemerenza civica. E quest’anno il Professor Vincenzo Mazzaferro Direttore della S.C. Chirurgia generale indirizzo oncologico 1 dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano ha ricevuto la medaglia d’oro.  Un importante riconoscimento che premia la storia professionale del Professor Mazzaferro – l’unico clinico premiato nel 2020 – uno dei massimi esperti e punto di riferimento a livello mondiale per il trattamento dei tumori dell’apparato digerente e in particolare del fegato e del trapianto epatico. “Sono felice e orgoglioso di questo riconoscimento perché Milano è stata il centro della mia attività e proprio qui abbiamo fatto passi importanti. È stato come aprire una nuova strada” – spiega il Prof. Vincenzo Mazzaferro – “e con il tempo la strada si è popolata creando cioè un nuovo itinerario che è diventato sempre più frequentato. È stato un atto di fiducia nei miei confronti da parte della mia città di adozione. La fiducia a mio parere è l’unico ingrediente che permette di andare avanti, ed è insieme a molti altri contesti alla base del rapporto tra medico e paziente. Perché questo accada è necessario fare ricerca, sperimentare e ci vuole tempo e persone che credono in quello che fanno”.

Il Prof. Vincenzo Mazzaferro è autore di circa 400 pubblicazioni sulle più importanti riviste internazionali e ha ricevuto riconoscimenti dalle principali Società Scientifiche europee, americane e asiatiche. La Struttura che coordina in INT vanta la più ampia casistica in Italia di tumori epatici sottoposti a trapianto (circa 900 ad oggi) e il reparto è in assoluto tra i più attivi sul territorio nazionale per numero di interventi eseguiti per tumore del distretto epatico-pancreatico-biliare e del tratto digerente superiore. Sono ormai migliaia i pazienti che hanno ricevuto da lui e dalla sua equipe trattamenti in assoluto tra i più moderni per i tumori di questo distretto.

 

 

I “Criteri di Milano”

Sono le linee guida, messe a punto dal Professore Mazzaferro, utilizzate da oltre venticinque anni a livello internazionale per selezionare i pazienti candidabili al trapianto, la cui applicazione migliora la prevedibilità di risultato in pazienti affetti da tumore. Il trapianto epatico è stata un’intuizione che ha creato un’alternativa importante per molti pazienti oncologici ma soprattutto, con la riduzione progressiva dei trapianti dovuti all’epatite C, grazie all’efficacia di nuovi farmaci, si è potuto proporre il trapianto a più persone con tumore. L’oncologia dei trapianti sta diventando predominante in tutto il mondo e Milano e l’Istituto dei Tumori rappresentano il luogo dove ancora una volta si stanno aprendo nuove strade.

 

 

Il modello “a semaforo” per gli interventi chirurgici in epoca Covid

All’inizio della pandemia da Covid-19, quando gli ospedali sono stati investiti dall’ondata di emergenze, il Prof. Mazzaferro assieme ad altri Colleghi dell’Ospedale Sacco e dell’Humanitas, hanno rivisto l’organizzazione del sistema per l’attività chirurgica proponendo un modello che identifica le priorità nell’assistenza dei malati oncologici in attesa di intervento chirurgico, che è stato poi incorporato alle Linee Guida della Regione Lombardia e adottato da tutti gli ospedali lombardi. Questo grazie all’esperienza dei trapianti, un ambito che è purtroppo abituato a disporre di un numero limitato di risorse – gli organi – e a dover usare schemi di priorità per garantire a tutti una chance coerente con la sopravvivenza.  “Per noi che ci occupiamo di trapianti” – spiega Mazzaferro – “è stato più semplice classificare le priorità, perché fattori come il beneficio in termini di tempo di vita in più o la miglior qualità di vita offerta dai vari interventi, il grado di urgenza o l’esistenza di alternative, sono ciò che guida più che in altri contesti le nostre decisioni”.

Il modello “a semaforo” costruito durante la prima ondata della pandemia e basato sulle priorità è stato pubblicato su Annals of Surgery la principale rivista internazionale di chirurgia ed è diventato un sistema utilizzato da numerosi ospedali in tutto il mondo.

 

Ambrogino d’oro premiato il Professor Vincenzo Mazzaferro

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