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Una strategia in più contro il tumore al seno

 

 

 

 

Il mese “rosa” per la prevenzione del tumore al seno si apre con una notizia confortante. Ha preso il via all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano lo studio Breakfast, che verifica l’efficacia di una dieta mirata nella terapia del tumore al seno triplo negativo, la forma più aggressiva di cancro della mammella, con un maggiore tasso di recidiva entro i primi cinque anni dalla diagnosi e con terapie ancora poco soddisfacenti nel contesto della malattia metastatica. Infatti, il tumore mammario triplo-negativo, che colpisce circa il 15-20% delle donne con cancro al seno, non esprime né recettori ormonali né l’oncoproteina HER2, che nelle altre forme di tumore al seno sono in grado di guidare trattamenti antitumorali mirati. Per avere più informazioni sullo studio Breakfast abbiamo parlato con Claudio Vernieri, medico oncologo presso la Breast Unit del Dipartimento di Oncologia Medica ed Ematologia diretta dal Prof. de Braud dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e Group Leader del programma “Riprogrammazione metabolica nei tumori solidi” in IFOM, Istituto Fondazione FIRC di Oncologia Molecolare.

 

 

Che cos’ha di particolare la dieta?

Lo schema è innovativo ed è stato formulato dai ricercatori dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.  La dieta sperimentale è costituita da cibi freschi facenti parti della dieta mediterranea e si caratterizza per il bassissimo contenuto di carboidrati e di proteine, con un apporto calorico pari a circa 1800 Kcal suddivise in cinque giorni. Viene ripetuta ogni 21 giorni per un massimo di otto cicli, in combinazione alla chemioterapia. Gli alimenti che costituiscono la dieta sperimentale consistono essenzialmente in verdure – prevalentemente insalata, zucchine e verdure a foglia verde – olio di oliva e frutta secca perché ricca di grassi “buoni”. Non ci sono invece carote, zucca o patate a causa del maggiore contenuto in carboidrati. No anche alle proteine di ogni genere, cioè carne, pesce, formaggi e legumi. Questo regime dietetico risulta in grado di produrre profonde modificazioni del metabolismo di zuccheri, aminoacidi e acidi grassi, colpendo in tal modo il metabolismo della cellula tumorale.

 

 

Qual è l’obiettivo dello studio BREAKFAST?

Avere delle risposte su quanto realmente la restrizione calorica, glucidica e proteica, effettuata ciclicamente come se fosse un farmaco, da sola o in associazione con il farmaco antidiabetico metformina, possa migliorare l’impatto terapeutico della chemioterapia nelle donne con tumore al seno triplo negativo. Lo scopo dello studio è di aumentare la capacità della chemioterapia di indurre risposte patologiche complete, cioè la scomparsa microscopica del tumore invasivo sia a livello mammario, sia a livello dei linfonodi asportati durante l’intervento chirurgico, producendo dunque l’azzeramento delle cellule tumorali vitali, che si associa a una più elevata probabilità di guarigione definitiva del paziente dal tumore.

 

 

Perché si utilizza un farmaco antidiabetico?

Una possibile attività antitumorale della metformina è nota da tempo, ed è probabilmente dovuta alla sua capacità di ridurre i livelli ematici di zucchero e fattori di crescita che favoriscono la crescita tumorale, oltre che a un’azione diretta contro la cellula tumorale stessa. Un recente studio sperimentale condotto su animali di laboratorio e pubblicato sull’autorevole rivista Cancer Cell, ha dimostrato come la combinazione della metformina con una dieta ipoglicemizzante possa portare ad un forte potenziamento della sua attività antitumorale con un’azione diretta sulle cellule tumorali. Siccome la dieta sperimentale da noi messa a punto presso l’INT ha dimostrato di ridurre la concentrazione di zucchero nel sangue delle pazienti, esiste la realistica possibilità che la sua combinazione con la metformina riesca ad incrementare l’attività antitumorale della chemioterapia.

 

 

Una strategia in più contro il tumore al seno

Oncologo Dipartimento di Oncologia Medica ed Ematologia Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

Claudio.Vernieri@istitutotumori.mi.it