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L’arte come terapia, quali sono i benefici apportati dalle terapie complementari

La malattia arriva quando meno ce lo si aspetta e causa sempre un disturbo emotivo in chi ne soffre, crea incertezza sul futuro, richiede cure che durano molti mesi e modifica i tempi e le abitudini familiari. Le terapie farmacologiche sono fondamentali per curare i disturbi fisici, ma può essere di grande aiuto integrarle con una terapia complementare come yoga, pilates, laboratori di arte, pittura o scultura. Oggi l’arte è riconosciuta per l’efficacia che produce nel calmare, rilassare e far star meglio le persone. Lavorare con le mani, dare forma all’argilla o utilizzare i colori produce un effetto benefico. Ne abbiamo parlato con la Dottoressa Luciana Murru psicologa psicoterapeuta, S.S.D. Psicologia clinica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

 

 

Una diagnosi di tumore è sempre un’esperienza traumatica per la persona che la riceve e a questa si aggiungono le lunghe terapie e l’incertezza del futuro. Il malato si trova davanti al cambiamento della vita e della percezione di sé. Tutto questo causa una condizione di distress e negatività che porta a vivere in una condizione di ipervigilanza: difficoltà a dormire, irritabilità e stati di ansia, si è sempre concentrati sulla malattia e così diventa difficile svolgere le attività normali di tutti i giorni.

La crescita postraumatica è per la maggior parte delle persone un mix di esperienze stressanti in quanto ci si deve confrontare con il proprio essere, con il limite della patologia e con i cambiamenti che essa porta. È importante, quindi, aiutare le persone a ritrovare una condizione di tranquillità per risolvere o lenire problematiche che hanno a che fare con il disagio esistenziale, psichico ed emotivo.

A queste persone può essere d’aiuto avere momenti di svago, in cui la malattia passa in secondo piano e questo aiuto può arrivare dalle terapie complementari: trattamenti non farmacologici che possono affiancare le terapie ufficiali, come ad esempio lo yoga, il pilates, l’arte, la pittura e la scultura.

L’arte aiuta a esprimersi, a parlare di sé stessi e a comunicare con il mondo. Attraverso la manipolazione dei materiali con le mani si ha produce un’azione rilassante sul nostro sistema neuro-vegetativo. L’effetto positivo è legato all’autoefficacia: si vede realizzato ciò che si pensato e ci si rende conto come si sia in grado di produrre qualcosa di bello e positivo, nonostante le difficoltà.

Alcuni dipingono grandi tele, altri segnalibri, qualcuno scolpisce o lavora la creta. L’arte ha la funzione del raccontarsi e della memoria, è legata alla speranza e ai progetti: fa sentire vive le persone. Il valore dell’arte terapia sta anche nella condivisione e nel trascorre del tempo concentrati su qualcosa, scollegare la mente e non pensare alla malattia.

Partecipando a questi gruppi organizzati si ha la possibilità di socializzare con persone con i medesimi interessi e probabilmente nelle stesse condizioni. Conoscersi aiuta a capire come affrontare al meglio questa fase della vita e a guardare la malattia in modo diverso.

 

L’arte come terapia, quali sono i benefici apportati dalle terapie complementari

Psicologa psicoterapeuta, S.S.D. Psicologia clinica Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

Luciana.murru@istitutotumori.mi.it