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La didattica scolastica nella pediatria oncologica: metodologia e tecnologie a supporto

La scuola rappresenta la normale quotidianità per bambini e adolescenti, è scandita da ore trascorse in classe, tempo dedicato allo studio e soprattutto dalla condivisione con i compagni e gli amici. Capita che a causa di una malattia questa routine cambi, specialmente quando è richiesto il ricovero in ospedale e terapie che durano diversi mesi, come nel caso di un tumore. In questi casi diventa necessario garantire ai ragazzi la continuità scolastica. Come è organizzata e come funziona la scuola in ospedale, da quella primaria fino alla secondaria ne abbiamo parlato con la Dottoressa Monica Giovanetti Insegnante sezione ospedaliera/referente SiO, Struttura complessa di Pediatria Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

 

La scuola in ospedale è necessariamente diversa, per quanto riguarda le classi, i compagni, gli spazi. La didattica convenzionale difficilmente può trovare un proprio e unico spazio in ospedale.

Per i ragazzi è fondamentale mantenere il contatto con il mondo esterno in modo da rompere l’isolamento, che spesso può durare anche diversi mesi e dare continuità al percorso formativo. Bambini e ragazzi ricoverati non devono ricevere aiuto solo per recuperare competenze e conoscenze, ma anche per riuscire a superare eventuali problemi psico-sociali dovuti al distacco dai compagni, dall’aula di provenienza, dalla “vita prima della malattia”. Il bambino o l’adolescente deve però essere anche spronato ad interagire con l’ambiente che lo circonda e l’insegnante in ospedale può aiutarlo efficacemente, avendo una conoscenza aggiornata della sua situazione, attraverso il contatto continuo con i medici. È necessario riconoscere e valorizzare la diversità di ognuno, facendo sentire così i ragazzi liberi di esprimere le proprie caratteristiche, i propri interessi e maturare le proprie potenzialità.

 

 

Personalizzazione dei programmi

La didattica si svolge secondo le linee programmatiche concordate con le scuole di provenienza così da garantire la continuità. La relazione che si instaura tra gli insegnanti e l’alunno porta alla realizzazione di un piano personalizzato, “cucito su misura” per ogni singolo ragazzo. Così facendo si riesce quasi sempre a far riaffiorare la motivazione allo studio, che è alla base della ripresa di progettualità. Una didattica particolarmente flessibile, di tipo “sartoriale” consente infatti di tarare le attività sugli effettivi bisogni educativi e formativi dei singoli alunni, sia per azzerarne le criticità che per esaltarne le potenzialità individuali. Le attività didattiche oltre a seguire un programma concordato con i docenti delle scuole di provenienza, consentono la realizzazione di progetti multidisciplinari autonomi. Grazie a una serie di strumenti multimediali, di sussidi compensativi specifici, di App e programmi di supporto dedicati, i ragazzi possono esprimersi a 360°, integrando più linguaggi. I bambini scrivono storie, progettano ebook, lezioni multimediali, realizzano filmati … In questo modo il loro ruolo si ridefinisce e, da semplici alunni, diventano portatori di nuove conoscenze ed esperienze. Questo costituisce un’importante risorsa al loro rientro a scuola.

 

 

Le aule

In Pediatria è disponibile un’aula nella quale si svolgono le attività didattiche per chi, anche durante la somministrazione delle terapie, è in grado di muoversi, quando ciò diventa impossibile è l’insegnante che va direttamente nella stanza del ragazzo. Oltre che in reparto, si fa lezione anche nel day hospital, presso l’ambulatorio pediatrico. Sono presenti sette insegnanti: un insegnante a tempo pieno per la scuola primaria, tutti giorni, dal lunedì al venerdì, un insegnante di lettere, uno di matematica e uno di inglese per tre ore settimanali ciascuno, sia per la scuola secondaria di primo grado che per la scuola secondaria di secondo grado.

 

 

Scuola vera e propria

La frequenza scolastica ospedaliera è equiparata alla frequenza scolastica tradizionale in quanto è considerata scuola a tutti gli effetti, anche se in modalità e tempi diversi e compatibili con la situazione psicofisica dell’alunno. La scuola di appartenenza riconosce la validità dell’attività didattica svolta, il docente ospedaliero registra e documenta gli interventi formativi, effettua prove di verifica e valutazione e la documentazione viene poi trasmessa al consiglio di classe.

 

 

Scuola ai tempi del Covid-19

L’improvvisa chiusura delle scuole ha imposto l’attivazione della DAD (Didattica a Distanza) fino al termine dell’anno scolastico. Le tecnologie didattiche sono certamente in grado di offrire un contributo essenziale per garantire il diritto allo studio di alunni con particolari bisogni educativi, ma l’esperienza diretta maturata in questi mesi ha ampiamente dimostrato che se la didattica digitale che viene proposta, pur essendo centrata direttamente sull’alunno, non viene integrata con la didattica in presenza e rischia di non essere inclusiva. Sono state molte le energie messe in campo dalle Scuole e dagli insegnanti per far fronte all’emergenza, ma la DAD non è riuscita ad evitare che molti dei ragazzi più fragili potessero perdersi. Le lezioni sono ora riprese in tutte le Scuole, ma non nelle Sezioni Ospedaliere, eppure la presenza della scuola in ospedale rappresenta non solo un aggancio alla quotidianità, ma anche una concreta promessa di vita che stimola il bambino/ragazzo nel suo impegno a guarire.

 

La didattica scolastica nella pediatria oncologica: metodologia e tecnologie a supporto

Insegnante sezione ospedaliera/referente SiO, Struttura complessa di Pediatria Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

Monica.giovanetti@istitutotumori.mi.it