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Esiste una relazione tra le allergie e i tumori?

AllergoOncology è un termine coniato nel 2016 per descrivere il campo che mira a studiare il significato delle risposte immunitarie che si verificano durante una reazione allergica e che potrebbero aver un ruolo protettivo nei confronti del tumore. È riconosciuto che i processi infiammatori sono alla base dello sviluppo di neoplasie: infatti, l’infiammazione provocata dalla reazione del sistema immunitario quando entra in contatto con una sostanza a cui è allergico, potrebbe avere un ruolo importante nello sviluppo di un cancro. La causa sarebbe l’istamina, la sostanza che il nostro sistema immunitario rilascia quando l’organismo entra in contatto con un allergene a cui si è ipersensibili.

Sono numerosi gli studi fatti per valutare se le allergie possono avere alcuni dei medesimi meccanismi di regolazione immunitaria del cancro, con un’attività in grado di favorire, arrestare o rallentare il suo sviluppo. Tuttavia, l’indagine sulla relazione tra allergia e cancro è ancora oggetto di discussione e la risposta non è semplice da trovare. Ne abbiamo parlato con Dottor Massimo Di Nicola Responsabile Unità di Immunoterapia Clinica dei Tumori e Terapie Innovative, S. C. Oncologia Medica 1 diretta dal Professor Filippo de Braud dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

 

 

La maggior parte delle evidenze raccolte sul legame tra allergia e cancro sono date da studi epidemiologici e di meta-analisi. Ad oggi ci sono ancora alcune incertezze (bias), ma si potrebbe affermare che esiste un’associazione inversa per alcuni tumori e che quindi le reazioni allergiche non ne favoriscano lo sviluppo, come nel caso del glioma, del cancro del pancreas e della leucemia pediatrica. Diversamente, il cancro al polmone è risultato essere associato all’asma, mentre recenti evidenze raccolte da studi prospettici, basate sulla storia familiare, indicano una correlazione inversa tra la presenza di allergie e cancro del colon-retto. Infine, non è stata dimostrata alcuna correlazione con il rischio di sviluppare neoplasie mieloidi o linfoidi.

Parlando invece nello specifico del sesso maschile sembra che gli uomini con l’asma abbiano meno probabilità di sviluppare un cancro alla prostata grave.

 

 

Il settore è estremamente complesso in quanto diverse cellule del sangue intervengono durante le reazioni allergiche, in particolare gli attori principali sono tre, i basofili, i mastociti e gli eosinofili, la cui funzione principale è difendere l’organismo dai parassiti e dalle reazioni di ipersensibilità di tipo 1, cioè la forma di allergia più frequente che deriva dalla sintesi di immunoglobuline E (IgE o anticorpi specifici per allergeni). Basofili, mastociti ed eosinofili hanno ruoli diversi nella risposta immunitaria: è noto che si infiltrano in diversi tipi di tumori, ma a causa dell’ampia gamma di mediatori che rilasciano, è difficile definire la loro specifica attività pro o antitumorale.

L’ipotesi che le IgE abbiano un ruolo nel microambiente tumorale è anche supportata dall’evidenza che i pazienti trattati con omalizumab, l’anticorpo terapeutico anti-IgE, utilizzato per controllare l’asma allergica grave, hanno avuto una maggior incidenza di cancro e ciò suggerisce di evitare questo tipo di trattamento in pazienti con una storia personale o familiare di tumore. In questo scenario, reazione allergica e cancro, possono essere considerati processi opposti, in quanto il primo dipende da un’eccesiva risposta delle IgE e il secondo dalla mancanza di attivazione dei mastociti IgE-dipendente e della sorveglianza antitumorale.

Altri Studi recenti hanno dimostrato che l’enzima dipeptidil-peptidasi 4 (DPP4) interferisce con la migrazione nel tumore dei linfociti T e degli eosinofili. Un farmaco utilizzato per la cura del diabete di tipo 2, chiamato sitagliptin, è un inibitore di DPP4 e in esperimenti preclinici aumenta la risposta del sistema immunitario contro il tumore. Infatti, i ricercatori hanno osservato, in animali da laboratorio con tumore al seno e al fegato, che i tumori trattati con questo farmaco crescevano di meno. L’effetto dipendeva dall’azione antitumorale degli eosinofili che come riportato sopra sono importanti nei processi allergici.

Esistono infine, diversi studi che dimostrano che l’istamina induca l’attivazione, la sopravvivenza e la proliferazione di cellule mieloidi soppressorie (MDSCs), presenti nel midollo osseo, che aiutano a promuovere la crescita tumorale sopprimendo l’azione del sistema immunitario. La correlazione tra MDCSs e i sintomi dell’allergia, quindi dell’infiammazione, è stata dimostrata dai ricercatori che ne hanno trovato una quantità superiore nel sangue di pazienti con allergie. Questi studi indicano che i mastociti e l’istamina sono fondamentali per la regolazione immunitaria mediata MDSC e che questa interazione dovrebbe essere presa in considerazione per gli interventi terapeutici che hanno come obiettivo la loro riduzione.

 

 

Esiste una relazione tra le allergie e i tumori?

Responsabile Unità di Immunoterapia Clinica dei Tumori e Terapie Innovative, S. C. Oncologia Medica 1 Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

massimo.dinicola@istitutotumori.mi.it