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Cure oncologiche e sole, come comportarsi

Ne abbiamo parlato con Filippo de Braud

Aria aperta, sole, mare o montagna aiutano a stare meglio e a migliorare anche l’umore. Basta una leggera abbronzatura o un bel colorito per farci sentire più in forma e più belli. Quali siano però le precauzioni da prendere e cosa sia necessario fare per esporsi al sole durante un trattamento oncologico lo abbiamo chiesto a Filippo de Braud, Professore ordinario all’Università degli Studi Milano e Direttore Dipartimento di Oncologia Direttore Medicina Oncologica 1.

 

 

L’estate e le vacanze si avvicinano, ma le regole da seguire per chi è in trattamento medico attivo o ha ricevuto un trattamento radioterapico sono importanti e di buon senso. In questi casi l’esposizione diretta al sole può essere più nociva del solito, in quanto i farmaci e la radioterapia fotosensibilizzano la pelle e la rendono ancora più delicata del solito. È necessario, quindi, utilizzare non solo creme ad alta protezione, ma soprattutto proteggerla con indumenti adeguati; questo non significa non poter andare in spiaggia o al mare, cosa che invece può essere necessaria nel caso di trattamenti neutropenizzanti, che abbassano le difese immunitarie e aumentano il rischio di infezioni. Quindi, se una persona sta bene può tranquillamente trascorrere del tempo all’aria aperta, preferendo l’ombra e proteggendo fisicamente il proprio corpo.

Le regole da seguire sono semplici, ma quando si è in trattamento medico attivo o si sta ricevendo un trattamento radioterapico è ancora più importante metterle in atto con attenzione. I farmaci chemioterapici sono fotosensibilizzanti, cioè aumentano la sensibilità della cute alle radiazioni solari e quindi il rischio di scottature; mentre i farmaci biologici e le immunoterapie possono causare reazioni cutanee che con il sole possono aumentare di intensità e frequenza. La radioterapia è, invece, un trattamento localizzato, come fosse una leggera ustione e per questo motivo rende la pelle molto sensibile nell’area in cui viene fatta, in questo caso è consigliabile evitare di esporsi al sole nel corso dell’anno successivo al trattamento.

Quando si sta seguendo una terapia oncologica è più facile “scottarsi” e dunque è necessario prestare ancora più attenzione; non bisogna mai dimenticare che una prolungata esposizione ai raggi solari, oltre a provocare il precoce invecchiamento della pelle, ne mette a rischio la salute. Le malattie strettamente correlate con il danno solare sono il carcinoma basocellulare, il carcinoma spinocellulare e le forme precancerose come le cheratosi attiniche.

È fondamentale evitare l’esposizione diretta ai raggi del sole utilizzando cappelli a falda larga, camicie chiare con maniche lunghe e pantaloni. Infatti, le creme solari con un elevato fattore di protezione sono molto utili, ma da sole non bastano. Si devono evitare le ore più calde della giornata, dalle 12.00 alle 16.00. Inoltre, con le alte temperature si rischia di incorrere in uno sbalzo pressorio, che può portare ad un calo improvviso della pressione e alla conseguente stanchezza, e anche alla disidratazione. È molto importante bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno a intervalli regolari e senza aspettare di avere sete. Seguendo queste regole, una persona che sta bene e non ha particolari problemi durante le terapie oncologiche può godere della spiaggia e trascorre del tempo all’aperto.

Per quanto riguarda i bagni, in mare o in piscina durante i trattamenti, non ci sono particolari controindicazioni. Tuttavia, in caso di neutropenia con l’abbassamento del numero dei globuli bianchi, i bagni sono da evitare per non incorrere nel rischio di infezioni. Anche in questo caso vale la regola di evitare le ore più calde della giornata, proteggendosi con creme solari con fattore di protezione 50.

Cure oncologiche e sole, come comportarsi

Direttore del Dipartimento e della Divisione di Oncologia Medica Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

filippo.debraud@istitutotumori.mi.it