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La fragola

La fragola

 

Nel linguaggio comune si intende come frutto della fragola la parte edibile succulenta costituita dal ricettacolo fiorale ingrossato della Fragaria spp, una pianta erbacea perenne della famiglia delle Rosacee. Dal punto di vista botanico i veri frutti della fragola sono i “semini” (acheni) visibili sulla superficie della polpa.

Tra le specie spontanee troviamo la fragolina di bosco (Fragaria vesca L.) comune nei boschi italiani e non solo (e.g. Smultronstället). Le deliziose fragoline di bosco non vanno confuse con le fragoline “matte” (Duchesnea indica) che abbondano nelle aiuole spartitraffico e nei parchi di Milano. Le fragoline “matte” furono introdotte come curiosità “cinese” nell’ottocento nei nostri orti botanici da cui si diffusero ovunque. Sono bellissime da vedere ma non sono considerate commestibili.

Tra le fragole coltivate, invece, abbiamo la Fragaria x ananassa che è la specie oggi più commercializzata. La raccolta in pieno campo nelle aree mediterranee avviene da maggio ad agosto. Le fragole non maturano dopo la raccolta (tecnicamente sono definiti frutti non climaterici), quindi se le acquistate bianche o verdi non sperate di vederle maturare.

 

 

Cosa contiene

Le fragole fresche sono ricche in vitamine idrosolubili soprattutto in vitamina C (ne hanno più dell’arancia). Hanno un basso contenuto calorico (meno di 30 kcal per 100 grammi) ed un basso indice glicemico. Altre caratteristiche che rendono le fragole nutrizionalmente interessanti sono l’elevato potere antiossidante e l’alto contenuto in polifenoli.

 

 

Come si utilizza

È consigliabile consumare le fragole crude e intere: la vitamina C è sensibile al calore ed all’esposizione all’aria, quindi la cottura o lo sminuzzamento ne riducono il contenuto. I trattamenti termici hanno un effetto negativo anche sul loro contenuto in polifenoli, tuttavia la capacità antiossidante totale resta alta anche nei frutti cotti e processati.

Le fragole possono essere utilizzate all’interno di preparazioni che prevedono la cottura o come succhi e purea. Se non si può fare a meno del dolce, una ciotola di fragole con la panna è una buona alternativa ad una fetta di torta.

Se un bambino non ne vuol sapere di mangiare la frutta, una macedonia di fragole con un cucchiaino di zucchero può aiutare a convincerlo ed è sempre meglio di un succo di frutta.

Le fragole vanno conservate nel cassetto più fresco del frigorifero e per un periodo massimo di 7 giorni, a una temperatura intorno ai 2° C. Per mantenere la loro umidità ottimale ed evitare l’avvizzimento, è preferibile conservarle intatte e asciutte in un contenitore non ermetico. È consigliabile lavare le fragole solo poco prima del consumo. Una volta tagliate devono essere conservate in un contenitore per alimenti se non consumate entro poche ore.

 

 

La fragola

Unità di Epidemiologia e Prevenzione Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

Valeria.Pala@istitutotumori.mi.it