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Diventare padre dopo il tumore

Non avvisa e arriva inaspettato. Irrompe in maniera prepotente e destabilizzante. Vivere un’esperienza come il cancro porta a dover riconsiderare i progetti, non solo quelli personali, ma anche quelli di coppia, come la possibilità di diventare padre. Grazie alla diagnosi precoce e a terapie sempre più efficaci è oggi possibile aiutare a mantenere una soddisfacente vita sessuale e preservare la fertilità. È ormai un dato di fatto che il mantenimento di un’adeguata vita relazionale, nonché l’opportunità di una vita sessuale soddisfacente, migliora l’accettazione della malattia e lo stress della diagnosi. Continuare a sentirsi uomini a tutti gli effetti è fondamentale.

 

 

Le malattie oncologiche e i loro trattamenti hanno un impatto molto forte sulle persone, sia di tipo organico che psicologico e la paura di non essere più in grado di avere la stessa vita sessuale di sempre è comune. Fortunatamente la preservazione della fertilità è garantita nella maggioranza dei casi e, inoltre, è possibile la crioconservazione del liquido seminale: va eseguita prima di un trattamento antitumorale o di un intervento chirurgico che potrebbe ledere l’integrità funzionale degli organi preposti. La preservazione della fertilità maschile è una procedura più semplice rispetto a quella della donna e i centri per la crioconservazione del seme sono numerosi su tutto il territorio nazionale.

 

 

Fondamentale per pensare alla genitorialità nel post tumore, così come auspicabile in generale, è l’esistenza di un rapporto di coppia consapevole. Non esiste un unico modo o dei tempi stabiliti per affrontarla. Alcune persone hanno bisogno di elaborare profondamente l’esperienza della malattia perché potrebbero ad esempio temere di non riuscire a veder crescere il bambino o comunque a trasmettere un vissuto negativo, per altri è invece la rivalsa sul cancro, l’opportunità più significativa per onorare la vita.

Per gli uomini è ancora difficile accettare di farsi aiutare, soprattutto quando i problemi riguardano aspetti molto intimi come la sessualità. Spesso tale resistenza è da intendersi come un problema con una grossa componente culturale: per un uomo rivolgersi a uno psicologo è percepito quasi come una debolezza che si scontra con lo storico modello maschile che, per quanto in evidente crisi, produce ancora pesanti effetti. Gli uomini hanno maggiore difficoltà rispetto alle donne ad entrare in contatto profondo con il proprio mondo emotivo ed a ridefinire la loro immagine di maschio integro e funzionante. Spesso a suggerire la sensatezza di una consulenza psicologica sono proprio la moglie o la compagna.

 

 

Ogni paziente va incontro a tanti problemi diversi ma l’unico modo per affrontarli, trovando una soluzione davvero funzionale, è il rendersi disponibili a conoscerli. Il coraggio nasce nella consapevolezza della paura. Altrimenti sarebbe incoscienza.

Diventare padre dopo il tumore

Dirigente Psicologo della Struttura Semplice Dipartimentale Psicologia Clinica Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

marco.bosisio@istitutotumori.mi.it