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Gli integratori corretti per la primavera: vitamina C, echinacea e curcuma. Pro e Contro

Ne parliamo con Eleonora Bruno

La sensazione di avere le pile “scariche” è frequente con il cambio di stagione. E allora ecco l’idea che un supplemento di vitamine o l’aiuto di un integratore potrebbe essere utile. Ma non sempre è vero, ma soprattutto non è vero che il naturale “non fa mai male”. Ne abbiamo parlato con la Dottoressa Eleonora Bruno.

In alcuni periodi aumenta la nostra richiesta di nutrienti e accanto ad un’alimentazione adeguata, il medico potrebbe indirizzarci verso l’utilizzo di integratori alimentari per sopperire ad eventuali carenze di uno o più nutrienti. In questo senso sono utili per migliorare le condizioni di salute e prevenire l’insorgenza di specifiche condizioni patologiche, ma devono essere utilizzati solo in caso di necessità e per il periodo indicato dal medico. Il fai da te è sempre sconsigliato, soprattutto in concomitanza con altre patologie o farmaci.

 

 

Vitamina C

È naturalmente presente in alcuni alimenti come gli agrumi, i kiwi, i peperoni, i pomodori e gli ortaggi a foglia verde. Il nostro organismo non la sintetizza e quindi dobbiamo introdurla con la dieta.

La vitamina C ha importanti proprietà antiossidanti ed è coinvolta nella formazione e differenziazione delle cellule della cute, ovvero la prima linea di difesa del nostro organismo contro batteri, virus, pollini, polvere e sostanze chimiche tossiche. Inoltre, sembrerebbe svolgere un ruolo importante anche nella funzione immunitaria.

La supplementazione di vitamina C è consigliata in casi di patologie gravi di malassorbimento, malattie croniche o deperimento generale, in chi ha una varietà di cibo limitata come gli anziani, coloro che abusano di alcol o droghe e occasionalmente nei bambini.  Inoltre, alcuni studi dimostrano anche che i fumatori hanno livelli più bassi di vitamina C, così come gli atleti sottoposti ad una intensa attività fisica per lunghi periodi a basse temperature, i quali potrebbero aver bisogno di integratori di vitamina C per ridurre le infezioni alle vie respiratorie (raffreddore, tosse).  La vitamina C ha una bassa tossicità, ma può causare nausea o diarrea se assunta ad alte dosi nelle persone sane.

Interazione con farmaci

Gli integratori di vitamina C hanno il potenziale di interagire con alcuni farmaci, ad esempio come la simvastatina, provocando una riduzione dell’effetto del farmaco. Diversamente, nei trattamenti oncologici come chemioterapia o radioterapia, non è chiaro l’effetto della sua integrazione. Il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro non raccomanda l’utilizzo di integratori per la prevenzione del tumore e addirittura, in alcuni casi, il loro utilizzo può avere risvolti negativi. È necessario quindi che le persone sottoposte a trattamenti farmacologici, a chemioterapia o radiazioni consultino il proprio medico e oncologo prima di assumere vitamina C o altri integratori antiossidanti, specialmente ad alte dosi.

 

 

Echinacea

Gli estratti di echinacea (della famiglia delle Asteraceae) sono utilizzati in alcuni paesi europei e negli Stati Uniti per prevenire e curare le infezioni del tratto respiratorio superiore. Le radici e le varie parti della pianta, fresche o essiccate, sono utilizzate per la preparazione di tisane, estratti, capsule, compresse e creme.

Ad oggi, la maggior parte degli studi hanno valutato gli effetti dell’echinacea sul raffreddore comune, mentre sono molto meno le ricerche condotte per altri scopi di salute. Sono riconosciute alcune proprietà farmacologiche, ma non esiste ancora un’evidenza scientifica forte che spieghi se l’echinacea possa prevenire e curare le infezioni respiratorie acute nell’uomo. Ciò è dovuto alla limitata comparabilità dei preparati di echinacea disponibili sul mercato ai quali vengono aggiunti altri estratti vegetali o omeopatici difficilmente quantificabili.

L’uso orale a breve termine dell’echinacea sembra sicuro; mentre nel lungo termine ci sono molte incertezze.

Gli effetti collaterali più comuni sono: nausea o mal di stomaco, reazione allergiche soprattutto in alcuni soggetti più sensibili come bambini e persone con atopia (una tendenza genetica verso reazioni allergiche).

 

 

Curcuma

È una pianta erbacea rizomatosa (Curcuma longa) della famiglia dello zenzero diffusa in tutto l’oriente e che per le sue proprietà benefiche ha suscitato interesse nel mondo medico, scientifico e in quello culinario.

La curcuma si trova in commercio in differenti forme come rizoma o radice completa, essiccata e polverizzata (forma di maggiore utilizzo) o sotto forma di olio essenziale.

Il principale principio attivo della curcuma è la curcumina, un polifenolo con potere antiossidante e antiinfiammatorio. Gli effetti di questo polifenolo sulla salute sono tuttora argomento di studio e discussione, in quanto, le quantità assimilate con la dieta non sembrano in grado di dare effetti benefici diretti all’organismo. Tuttavia, è stata osservata un’azione positiva della curcumina nella regolazione del microbiota umano (quello che una volta era chiamata flora intestinale) con relativi effetti benefici sulla salute. Spesso per aumentare l’assorbimento di curcumina dalla curcuma, la si trova in associazione con il pepe nero (Curry) dove è presente la piperina. Anche in questo caso le evidenze a supporto di eventuali effetti benefici sono contraddittori.

Sovradosaggio ed effetti collaterali

Secondo l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), la quantità giornaliera ammissibile di curcumina è 0–3 mg / kg di peso corporeo. In caso di sovradosaggio sono possibili effetti collaterali come diarrea, mal di testa, eruzione cutanea, feci gialle e un aumento della fosfatasi alcalina e lattato deidrogenasi.

È da evitare nei casi di calcoli biliari e necessita di supervisione medica nei casi di reflusso gastroesofageo, ulcera dello stomaco o del duodeno a causa della azione irritante della curcuma sulla mucosa gastrica. Durante la gravidanza e l’allattamento al seno è raccomandato non utilizzarla, in quando non ci sono studi a riguardo.

 

 

Attenzione all’etichetta

È fondamentale leggere sempre l’etichetta prima utilizzare un integratore: fare attenzione alle modalità di uso, conservazione e agli ingredienti presenti anche in considerazione di eventuali allergie, intolleranze ed avvertenze specifiche.  Gli integratori alimentari devono rispondere a tutte le disposizioni della legislazione alimentare secondo il regolamento Europeo (CE) 178/2002. È bene diffidare sempre di integratori propagandati come mirabolanti o come soluzioni miracolose. Sul portale del Ministero della Salute si trovano tutte le informazioni sui costituenti ammessi ed il registro con i prodotti regolarmente notificati in Italia.

 

I falsi miti

Gli integratori alimentari sono naturali e quindi sicuri. FALSO

Un prodotto non è sicuro solo perché è naturale ma anzi, proprio per le sue attività fisiologiche potrebbe determinare effetti inattesi e indesiderati in determinate condizioni.

L’utilizzo di un integratore può compensare dei comportamenti alimentari scorretti. FALSO

L’assunzione di un nutriente attraverso uno o più integratori non produce lo stesso effetto benefico osservato dopo il consumo di un cibo ricco di quel nutriente. La ragione probabilmente è dovuta all’azione sinergica di più sostanze presenti nell’alimento che determinano questi vantaggi.  Una dieta varia ed equilibrata fornisce tutte le sostanze nutritive di cui l’organismo ha bisogno ed è fondamentale per tutelare la salute.

Gli integratori corretti per la primavera: vitamina C, echinacea e curcuma. Pro e Contro

Eleonora.bruno@istitutotumori.mi.it