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Autopalpazione: sciogliamo i dubbi

Intervista a Cristina Ferraris

Attenzione all’autopalpazione, cioè il controllo che si autoesegue per verificare lo stato del seno, perché non serve per la prevenzione del carcinoma mammario. Ma questo non significa che sia inutile. “Certo non sostituisce i regolari controlli, cioè visita senologica ed ecografia e/o mammografia a seconda dell’età”, spiega Cristina Ferraris, Chirurga senologa Struttura Complessa di Senologia, Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. «Ma è un modo per prendere familiarità col proprio seno e imparare a conoscerlo».  L’autopalpazione si può eseguire ogni due-tre mesi e il periodo migliore è la settimana dopo le mestruazioni. Se si avverte qualcosa “di diverso” dal solito, non bisogna farsi prendere dal panico, ma parlarne il prima possibile col proprio medico.

Vediamo come procedere:

 

In piedi davanti a uno specchio a torso nudo: osservare il seno, prima tenendo le braccia distese lungo il corpo e poi in alto. Verificare con attenzione se sono comparse delle modificazioni tra un seno e l’altro, oppure se ci sono sporgenze o retrazioni della pelle o del capezzolo. Ripetere gli stessi movimenti di profilo, prima sul fianco destro poi su quello sinistro.

 

Sdraiarsi, con il braccio sinistro dietro la testa ed esaminare delicatamente il seno sinistro con la mano destra ben piatta e con le dita unite. Tenendo le dita premute su una zona, eseguire un movimento dall’esterno verso il capezzolo e viceversa. Questa manovra va effettuata su tutto il seno, in modo da ispezionarlo interamente fino all’ascella, compresa l’area intorno al capezzolo. Lo stesso controllo va ripetuto con il seno destro.

Autopalpazione: sciogliamo i dubbi

Chirurga senologa della Struttura Complessa di Senologia Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

cristina.ferraris@istitutotumori.mi.it