Home / News  / Nuove cure per un tumore raro dell’appendice

Nuove cure per un tumore raro dell’appendice

Ne parliamo con Marcello Deraco

La ricerca è molto attiva nell’ambito dei tumori rari con l’obiettivo di garantire test per una diagnosi mirata e terapie ad hoc anche a chi è stato colpito da una forma oncologica decisamente meno comune. Per questo motivo Marcello Deraco, Responsabile della Struttura Semplice Tumori Peritoneali dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, sta sviluppando un progetto su un tumore raro dell’appendice insieme ad altri prestigiosi Centri internazionali e sostenuto da Cancer Research UK, dalla Fundación Científica della Associazione Española Contra el Cáncer (FC AECC) e da Fondazione AIRC, nell’ambito del programma internazionale “Accelerator Award”.

 

 

Identikit del tumore

Al centro del progetto c’è lo pseudomixoma peritonei, una forma rara di tumore dell’appendice.  Colpisce ogni anno una persona su un milione ed è più frequente dopo i 40 anni, con una prevalenza tra le donne. Di solito la diagnosi avviene per caso nel corso di controlli motivati da altre ragioni, come ad esempio problemi alle ovaie nelle donne oppure, in entrambi i sessi, per disturbi legati a ernia inguinale, occlusione intestinale o a causa di infiammazione all’appendice. In quasi la metà dei casi, questo tumore provoca la formazione nell’addome di una sostanza gelatinosa che man mano si propaga in tutte le cavità del ventre e si solidifica, causando disturbi importanti.

 

 

Come si cura oggi

I passi avanti nella cura di questa forma di tumore rara sono stati enormi.  L’approccio è prima di tutto chirurgico: la tecnica si chiama citoriduzione chirurgica e consente di asportare la massa tumorale. L’intervento può essere lungo e complesso, specialmente se si presenta la necessità di intervenire su altri organi o loro parti. A questo, viene associata la chemio ipertermia intra peritoneale (HIPEC), un trattamento innovativo che sfrutta l’attività tumoricida di alte dosi di chemioterapici somministrati direttamente in sede tumorale, in associazione a quella del calore.

 

 

Le terapie di domani

Nel 30-40% dei casi il tumore si ripresenta, ed è su questa percentuale di pazienti che si stanno concentrando le ricerche. Il primo obiettivo del progetto internazionale è quello di sviluppare un indice prognostico: per farlo, i ricercatori analizzeranno il DNA e l’RNA dei tumori di 200 pazienti già operati in passato e di 400 pazienti che verranno operati nei prossimi 5 anni. Questo permetterà di identificare mutazioni al momento sconosciute e che potrebbero rappresentare possibili bersagli terapeutici. Il secondo obiettivo dello studio è quello di identificare farmaci in grado di aggredire lo pseudomixoma. Infatti, usando piccoli frammenti di tumore verranno creati degli organoidi, ovvero colture cellulari in tre dimensioni che riproducono il più possibile le caratteristiche della malattia in fase iniziale, e su tali colture saranno testati diversi farmaci.

 

 

 

Nuove cure per un tumore raro dell’appendice

Responsabile della Struttura Semplice Tumori Peritoneali, Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

marcello.deraco@istitutotumori.mi.it