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Diagnosi: come affrontarla

Ne parliamo con Claudia Borreani

Ho il cancro. Scegliere come dirlo

Arriva inaspettato e si intromette nella tua vita in modo prepotente. Improvvisamente i progetti assumono dimensione e prospettiva diversa. Questo è ciò che accade quando ci si trova ad affrontare una diagnosi di tumore.

All’inizio spaventa e apre una serie di interrogativi sul futuro, ma anche sul presente. Dal dirlo alle persone care a capire che cosa è la malattia e che impatto avrà sulla famiglia, sulle attività di tutti i giorni e sul lavoro. È la fase in cui prevale il piano emotivo che porta a “scaricare” la rabbia e a cercare un riferimento nel coniuge o nei fratelli e sorelle, ad esempio. Il bisogno di dirlo è forte, come se dirlo potesse farlo uscire dal nostro corpo, producendo una sensazione quasi liberatoria.

Ma poi il tempo porta ad elaborare e si riesce a razionalizzare. La ragione ci fa prendere in mano la situazione, si inizia a valutare e a cercare di capire cosa è la propria malattia che è uguale, ma diversa da quella degli altri.

 

 

Parlare aiuta

Il percorso terapeutico è lungo, composto di varie fasi e conoscerle aiuta a comprendere. Parlare in modo aperto con i medici e rivolgersi agli psicologi è di grande aiuto nell’avere chiara la propria condizione e anche nel decidere come comunicarla a chi ci è vicino.

 

 

Come dirlo

Uno degli aspetti più difficili è come affrontare l’argomento “cancro” con il coniuge, i familiari, i figli piccoli o adolescenti. E oggi, con l’allungamento della vita, si pone sempre più frequentemente la questione dei genitori anziani e spesso fragili a cui dirlo.

Prendersi del tempo per sé, prima di informare i familiari e le persone vicine, potrebbe essere d’aiuto per poter elaborare la diagnosi e gestire le proprie emozioni. Ma serve anche raccogliere tutte le informazioni che serviranno per spiegare di cosa si tratta e che cosa ci aspetta. Non esiste un momento o un modo giusto per dirlo, si tratta di una scelta personale che dipende molto dal nostro modo di essere e di relazionarci con gli altri.

Nel raccontare la propria malattia ai familiari spesso le persone tendono a non spiegare quale è la situazione reale nel tentativo di proteggerli dalla sofferenza. Ma in realtà l’omettere alcune informazioni fa sorgere molte più domande e angosce. Infatti chi è vicino al malato percepisce e vede i cambiamenti quasi più di chi li sta vivendo.

È importante riuscire a costruire un percorso, imparare a conoscere la propria malattia ed essere in grado di valutare la propria situazione. Mantenere, nel corso del tempo, un livello di comunicazione chiara e sincera sulla malattia è una strategia che consente di affrontare in modo più sereno il percorso di cura.

 

 

 

 

Diagnosi: come affrontarla

Responsabile della Struttura di Psicologia Clinica Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

Claudia.Borreani@istitutotumori.mi.it