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Microbiota, a che punto è la ricerca

Cosa stanno dimostrando gli studi in oncologia

Una moda oppure una realtà? È il dubbio che hanno in molti, quando si parla di microbiota. Ma l’insieme di microrganismi che popolano specifiche zone dell’organismo, come l’intestino, e la loro attività metabolica sono associati allo sviluppo di diverse patologie umane, tra cui i tumori. Il microbiota è inoltre associato a maggiore o minore risposta di diversi tipi di tumore ai trattamenti antitumorali come la radioterapia, la chemioterapia e l’immunoterapia. Tutto ciò è vero, come si inizia a vedere dalle ricerche: non solo precliniche, ma anche cliniche come spiega Riccardo Valdagni, Direttore della Radioterapia Oncologica 1 e Direttore del Programma Prostata dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

 

È reale quindi l’influenza esercitata dal microbiota?

Si è sempre pensato che ci fosse una correlazione tra microbiota e il nostro organismo: oggi grazie allo studio genetico delle varie comunità microbiche, cioè la metagenomica, sappiamo che queste popolazioni simbiotiche svolgono un ruolo fondamentale nel mantenimento dello stato di salute dell’organismo ospitante. Certo, gli studi in ambito oncologico sono molto recenti, il primo risale al 2009; tuttavia ci sono dei solidi indizi che ci spingono ad approfondire l’argomento e che ci auguriamo possano portare verso mete significative per i pazienti.

 

Qual è il ruolo del microbiota e dei suoi metaboliti nelle terapie oncologiche?

In generale, il microbiota sembra impattare sull’efficacia delle terapie antitumorali e sulle tossicità derivanti dalle stesse. In particolare, influenza in maniera attiva e importante l’efficacia della risposta all’immunoterapia, trattamento oncologico ormai standard per diversi tipi di tumore. Gli studi hanno osservato che i pazienti in cui l’immunoterapia è efficace, il microbiota intestinale è molto ricco di specie diverse, mentre nei pazienti resistenti a questo trattamento il repertorio del microbiota è più limitato. Inoltre, in specifiche popolazioni di pazienti oncologici, l’utilizzo di antibiotici in concomitanza con il trattamento immunoterapico è stata associata a minore risposta all’immunoterapia e a minore sopravvivenza del paziente. Altri studi stanno evidenziando l’associazione tra una specifica composizione di microbiota intestinale o salivare e tossicità da radioterapia nei pazienti affetti da tumori alla prostata o della sfera testa-collo. Uno di questi studi,  prossimo alla conclusione, è stato disegnato dalla Radioterapia di INT in collaborazione con il Dipartimento di Oncologia Sperimentale. L’obiettivo è stabilire l’esistenza di un’associazione tra specifiche famiglie microbiche e la probabilità di sviluppare gli effetti collaterali della radioterapia. Questo dovrebbe rendere possibile la manipolazione del microbiota attraverso trattamenti oncologici altamente personalizzati.

 

Che cosa si può fare oggi per migliorare il microbiota?

Una dieta sana ed equilibrata (come la dieta mediterranea) attualmente sembra essere un primo importante strumento di modulazione del microbiota nel regolare la risposta immunitaria antitumorale. Si tratta comunque di un tema molto complesso: ogni soggetto sembra avere una personale risposta individuale allo stesso tipo di alimentazione, suggerendo l’importanza di una dieta personalizzata, che probabilmente in futuro dovrà tenere conto anche della connessione del microbiota.

 

È utile assumere probiotici?

L’uso dei probiotici in oncologia deve essere ancora approfondito e bisogna quindi evitare il “fai da te”. Se da un lato vi è l’indicazione riconosciuta dalla comunità oncologica all’uso di probiotici contenenti lattobacilli per la prevenzione della diarrea in pazienti con malattia addominale e candidati a chemioterapia o a radioterapia sull’addome, l’uso indiscriminato è altamente sconsigliato nel paziente oncologico, particolarmente se immunodepresso, per un possibile rischio di eventi avversi.

Microbiota, a che punto è la ricerca

Direttore S.C. Radioterapia Oncologica 1 e Direttore Programma Prostata Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

riccardo.valdagni@istitutotumori.mi.it